Il filosofo Salvatore Natoli e la perseveranza: parole “controtempo” per coltivare ragionevoli speranze – articolo di Katia Trinca Colonel sul Corriere di Como del 13 marzo 2020

PERSEVERANZA : una parola chiave da provare ad applicare in questi tempi bui. Un articolo di Katia Trinca Colonel sul Corriere di Como del 13 marzo 2020

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Il filosofo Salvatore Natoli e la perseveranza: parole “controtempo” per coltivare ragionevoli speranze – Corriere di Como

“ETERNITY AND CONTRADICTION. JOURNAL OF FUNDAMENTAL ONTOLOGY”: È online il primo numero della rivista ufficiale dell’ ASES – ASSOCIAZIONE DI STUDI EMANUELE SEVERINO

Esce online il primo numero di “Eternity and Contradiction. Journal of
Fundamental Ontology” (Pensa Multimedia Editore), la rivista dell’ “Associazione
di Studi Emanuele Severino” (ASES).

La rivista può essere consultata collegandosi
al sito della casa editrice (www.pensamultimedia.it) a quello ufficiale di Emanuele
Severino (www.emanueleseverino.it) e a quello dell’Ases (ases.psy.unipd.it).
Eternity and Contradiction ha spiegato il direttore scientifico, professore Giulio
Goggi “si rivolge a tutti coloro che, pur provenendo da differenti discipline e scuole
di pensiero, intendono aprire una discussione sui grandi temi della riflessione
filosofica, tenendo presente la lezione dell’illustre pensatore italiano.

La scelta della
lingua inglese va nella direzione del processo di internazionalizzazione del discorso
di cui l’ASES si fa promotrice”. Goggi è affiancato dalla presidente dell’ASES, Ines
Testoni professoressa e direttrice del “Master in Death Studies & The End of Life”
(Università di Padova). Riconosciuta tra le 100 scienziate più importanti per i suoi
studi sulla morte in Italia; autrice di un centinaio di articoli scientifici e di una ventina
di volumi, è anche componente del tavolo bilaterale MIUR – Ministero della Salute
per l’insegnamento di cure palliative nei corsi di laurea in Psicologia e direttrice
scientifica di progetti europei. Oltre a Goggi e Testoni la direzione scientifica è
composta dai professori Giorgio Brianese, Federico Perelda, Davide Spanio e Luigi
Vero Tarca. Direttore responsabile è stato nominato il giornalista Paolo Barbieri.
Della redazione fanno parte Stefano Avanzi e Yuri Oliynyk.
All’iniziativa hanno aderito personalità internazionali del mondo filosofico come
Friedrich-Wilhelm von Herrmann, ultimo assistente di Martin Heidegger,
Graham Priest, Bruno Pinchard, Paul Livingston e Thomas Soren Hoffman. Il
comitato scientifico è composto da numerosi filosofi italiani, tra questi Francesco
Alfieri, Alessandro Carrera, Hervé A. Cavalera, Biagio Di Giovanni, Massimo Donà,
Nicoletta Cusano, Sergio Givone, Leonardo Messinese, Gennaro Sasso, Francesco
Totaro, Mauro Visentin e Vincenzo Vitiello.
Nell’intervento di apertura della rivista, il professor Severino ha spiegato: “Questa
Rivista intende essere un luogo di discussione dei temi centrali del pensiero
filosofico. Tra di essi, e fondamentale, quello che riguarda la “verità” di ciò che è
conosciuto e voluto dall’uomo. Questo tema rimane il tema di fondo, nonostante le
prospettive che intendono eliminarlo o mostrarne l’irrilevanza; e anzi esso ha questo
carattere anche e proprio in seguito alla presenza di tali prospettive. Il senso greco
dell’esser cosa domina la terra perché è ritenuto indiscutibile. Ma perché non può
essere discusso? In questa domanda traspare una dimensione ignota alle sapienze
apparse lungo la storia dell’uomo. Dal punto di vista delle forme di sapienza apparse
lungo la storia dell’uomo una dimensione siffatta è un paradosso del tutto
inaccettabile […] perché esso mette in questione e nega il senso dell’esser-cosa che
domina la storia del mondo, ossia nega ciò che, in modo più o meno esplicito, ogni
forma di sapienza intende come la verità assolutamente evidente e innegabile: il  carattere diveniente, storico, temporale delle cose che si manifestano: il carattere che
viene affermato sia da chi sostiene che, al di là del divenire, esiste l’eterno, sia da chi
nega tale esistenza. Tale dimensione può essere chiamata “destino”. Questa Rivista –
si è detto – intende essere luogo di discussione dei temi centrali del pensiero
filosofico, è quindi aperta anche alla discussione di ciò che abbiamo chiamato
‘destino’”.
Nel primo numero sono presenti saggi di Michele Lenoci, Massimo Marassi, Giulio
Goggi, Hervé A. Cavalera, Carlo Chiurco e Andrea Possamai.

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Salvatore Natoli su Emanuele Severino, dalla pagina facebook di Vasco Ursini

 

Ad avviso di Salvatore Natoli “Severino è calmante, perché non c’è la perdita” (“Omaggio a Emanuele Severino”, Teatro Franco Parenti di Milano il 17 dicembre 2017).

In effetti nulla si perde: noi siamo qui; adesso, ma questo “adesso” non si consuma mai, non scivola nel niente, l’essere non si spegne mai; tutto è conservato per sempre, tutto, ma proprio tutto, anche l’ombra che appare qui accanto al mio computer. Ed è errato pensare che tanto gli eventi futuri quanto gli eventi passati godano di uno statuto ontologico di serie B rispetto al nostro.

Ora, mi viene in mente un video, un interessante video postato su YouTube, in cui Ines Testoni dialoga con il filosofo bresciano: “A me”, afferma Severino, “come individuo errante, il linguaggio che parla del destino rallegra. Però ci sono anche dei momenti che mi preoccupa” (Il mio ricordo degli eterni – dialogo con il Prof. Emanuele Severino, Death Studies Master). Sì, avete letto bene, “mi preoccupa”. Non si tratta di tirare una riga dritta su un’affermazione così confessionale, diaristica, da parte di Severino; così lontana dal piano speculativo, ma si tratta di riconoscerne la sua importanza sul piano storico e documentario.

Del resto, non ci si accosta agli scritti di Severino per strappare qualche brandello, quello che più fa comodo. Ancora: sapere dell’eternità vuol dire che la totalità delle esperienze altrui è destinata a tornare in ognuno (certo, in ognuno vuol dire in ogni Io in quanto Io del destino). Di più: il destino dell’essere non è come un albergo dalle porte sempre aperte, a qualsiasi ora del giorno e della notte, dove chiunque può entrare ed uscire in completa libertà.
Mi viene in mente anche un breve saggio di Nicola Abbagnano intorno alla filosofia di Severino.
Scrive, nel volume Ricordi di un filosofo, Rizzoli (pagg. 107 e 108), Abbagnano:
“Una lezione di umiltà scaturisce e dalla filosofia di Severino: umiltà che fa dell’uomo più uno spettatore che un attore. (…) E il secondo insegnamento che può derivare da questa filosofia è il rispetto per il mondo e per le cose del mondo che, se sono realtà autentiche, non possono essere dall’opera umana ridotti al niente. Infine, la filosofia che Severino difende pone come valore supremo il riconoscimento della verità, qualunque essa sia, anche se per l’uomo dolorosa e spiacevole”.
Certo, Nicola Abbagnano (Salerno, 15 luglio 1901 – Milano, 9 settembre 1990) aveva letto il famoso volume intitolato Destino della necessità, ma egli aveva conosciuto soltanto due fasi di Severino: la fase milanese, che si collega all’insegnamento presso l’Università Cattolica; e quella veneziana, che corrisponde all’insegnamento presso l’Università Ca’ Foscari. Però, dal 2001 in poi, si è spalancata la terza fase, la fase che ha aperto nuovi e sconcertanti orizzonti: la fase milanese, che coincide con l’insegnamento al San Raffaele, periodo che corrisponde a tre opere fondamentali: La Gloria, 2001 (la sinfonia dell’infinito, per dirla con le parole di Giulio Goggi), Oltrepassare, 2007 e La morte e la terra, 2011. E qui viene fuori un’immagine inaudita dell’uomo: “L’uomo non è solo l’eterno apparire degli eterni, ma è una luce che si allarga senza fine sulla distesa degli eterni”…

via (12) Amici di Emanuele Severino

SALVATORE NATOLI, Colloquio sul pensiero di EMANUELE SEVERINO, a cura di Antonio Ria, Televisione Svizzera, Programma LASER, RSI Rete 2, 30 aprile -3 maggio 2012. AUDIO di 8 minuti


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Colloquio in quattro puntate con EMANUELE SEVERINO, a cura di Antonio Ria, Televisione Svizzera, Programma LASER, RSI Rete 2, 30 aprile -3 maggio 2012. 4 AUDIO