Leggere Franco Volpi, in sito Ai confini dello sguardo di Gabriele De Ritis


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Leggere Franco Volpi : Ai confini dello sguardo


 

Franco Volpi (1952-2009)

Essere, tempo, esistenza.
Intervista a Franco Volpi. 15 ottobre 2007.

E’ il deserto che avanza.
Intervista a Franco Volpi. 10 giugno 2008.

Comprendere la vita: la filosofia pratica di Martin Heidegger.
In vacanza con Franco Volpi dal 13 al 23 luglio 2005.
Oggi le 12 lezioni in 6 DVD.

ANTONIO GNOLI, Spirito inquieto e anti-accademico,
la Repubblica 15 aprile 2009

Franco volpi (a cura di), Guida a Heidegger, Laterza 2005, pp.492

Quale filosofia è da farsi secondo Franco Volpi?

 

“La filosofia non è soltanto la costruzione di un edificio teorico indifferente alla vita, ma è anche comprensione pratica della vita che le dà forma e la orienta. È saggezza e cura di sé: una dimensione del sapere filosofico, questa, che la tradizione accademico-universitaria ha trascurato, ma che si tratta di ritrovare e rinnovare”.
( Ricordando Franco Volpi, Atti dell’incontro internazionale d 24 aprile 2010, Lavarone, Centro Congressi, Comune di Lavarone, Introduzione, p. 7).

Vasco Ursini: Ancora un ricordo di Franco Volpi

Vasco Ursini

Ancora un ricordo di Franco Volpi

“Essendo noi esseri radicalmente finiti, cioè tali che, fintanto che siamo, ancora non siamo, per essere felici nel trascorrere distruttivo del tempo dobbiamo cercare di dare alla nostra vita una forma compiuta e bella prima che la morte ci sorprenda. Come ammonisce Epitteto, la morte sorprende il calzolaio mentre cuce le sue scarpe, la morte sorprende l’artigiano mentre dà forma alla sua opera, la morte sorprende il marinaio durante la navigazione; e tu, in quale attività vuoi che la morte ti sorprenda? Cercala, e se la trovi avrai il criterio della tua felicità”.

( Franco Volpi)

Ho tratto questo pensiero di Franco Volpi dal retro di copertina di questo libro che consiglio a tutti: Ricordando Franco Volpi – Filosofo 04.10.1952 – 14.04.2009 – Atti dell’incontro internazionale del 24 aprile 2010 – Lavarone Centro Congressi – Comune di Lavarone.

L’ho detto tanta volte. Lo voglio ripetere qui:
Non mi stancherò mai di partecipare a tutti, amici e persone che non conosco, la mia ferma volontà di tenere in vita il ricordo di Franco Volpi, persona preziosa e filosofo autentico.

Ancora in ricordo di Franco Volpi Leggo e pubblico dal retro di copertina del volume: “Giovanni Gurisatti – Antonio Gnoli, “Franco Volpi Il pudore del pensiero”, Morcelliana, 2019

Vasco Ursini

Ancora in ricordo di Franco Volpi

Leggo e pubblico dal retro di copertina del volume “Giovanni Gurisatti – Antonio Gnoli, “Franco Volpi Il pudore del pensiero”, Morcelliana, 2019:

“In tre grandi aree filosofiche Franco Volpi (1952-2009) ha fornito contributi decisivi: è stato uno dei maggiori esperti internazionali, analista competente, filologo implacabile e traduttore raffinato dell’opera di Martin Heidegger. In secondo luogo, ha affrontato il tema della crisi della modernità e della “riabilitazione” ermeneutica della “filosofia pratica”, contribuendo alla definizione di questa nozione di matrice aristotelica. Infine, è da ricordare la frequentazione assidua della storia della filosofia con studi che affrontano, tra gli altri, Kant, Schopenhauer, Nietzsche, Brentano, Husserl, Scheler, Guardini, Lowith, Cassirer, Schimitt, Junger, e poi Gadamer, Rombach, Ricoeur, Habermas, Gomez Davila. Una costellazione di ricerche – come mostrano i saggi qui raccolti, di amici e colleghi – caratterizzate da un pudore del pensiero, da una sua “responsabile prudenza” che appare lo stile filosofico ed esistenziale di Franco Volpi”.

Un ricordo che non mi stanco mai di richiamare e di rivivere: è il ricordo di Franco Volpi, testo di Vasco Ursini

 

Questa volta voglio che a rivivere con me il ricordo del grande filosofo Franco Volpi siano, anzitutto, tutti i membri del mio gruppo, ” Amici di Emanuele Severino”, e del mio blog, “Il pensiero filosofico di Emanuele Severino nella sua regale solitudine rispetto all’intero pensiero contemporaneo”, ma poi anche tutti coloro che in qualche modo sentono la straordinaria dimensione umana e filosofica del pensatore vicentino.
A tutti dico che sono stati pubblicati in questo 2019 molti libri che ricordano la sua persona e il suo pensiero. Qui mi limito a segnalarne due, che mi sono stati donati dalla sorella di Franco, architetto Enrica Volpi:

1) Franco Volpi filosofo e amico, a cura di Nicola Curcio, Ronzani Editore, 2019.
2) Giovanni Gurisatti – Antonio Gnoli, Franco Volpi – Il pudore del pensiero, Morcelliana, 2919

Con l’ affetto di sempre

Vasco Ursin

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(5) Amici di Emanuele Severino

Antonio Gnoli, nel volume “Franco Volpi filosofo e amico”, a cura di Nicola Curcio, Ronzani Editore, 2019, ricorda il grande filosofo vicentino scomparso in un incidente stradale 10 anni fa

Antonio Gnoli nel volume “Franco Volpi filosofo e amico”, a cura di Nicola Curcio, Ronzani Editore, 2019, ricorda così il grande filosofo vicentino scomparso in un incidente stradale 10 anni fa:

“Spaventosa non è la morte in sé ma il perire in circostanze che non avremmo osato immaginare. Restano i legami. Le tracce. La forza dei ricordi: come fossero il gioco del dopo e dell’oltre per una persona speciale. Con una faccia speciale. E un’intelligenza speciale: le armi con cui Franco Volpi conquistò la sua grandezza. Per questo il mondo senza di lui è un po’ più povero. Un po’ più triste. Un po’ più solo”

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(7) Amici di Emanuele Severino

Dieci anni fa morì il prof.Franco Volpi Il ricordo in un libro

“Franco Volpi filosofo e amico” edito dalla Ronzani, casa editrice vicentina, che raccoglie testi di filosofi dedicati al pensiero e alla figura umana di Franco Volpi.

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Dieci anni fa morì il prof.Franco Volpi Il ricordo in un libro | Appuntamen…

Un giudizio del compianto Franco Volpi su “Essere e tempo”, la cui attualità è fuori discussione, testo di Vasco Ursini

Vasco Ursini

Un giudizio del compianto Franco Volpi su “Essere e tempo”, la cui attualità è fuori discussione

A un intervistatore che gli pose questa domanda: “Mi sembra che nel suo intendimento di “Essere e Tempo” ci sia questa concezione della filosofia come praxis che incide sulla tendenza della vita verso quella che potremmo definire la sua disfatta. Ci potrebbe tratteggiare brevemente quello che è l’impianto di “Essere e Tempo”?”, Franco Volpi rispose così:

“Essere e Tempo è un titolo magico, due parole enigmatiche e allo stesso tempo accattivanti e intriganti che fendono come una crepa la comprensione della filosofia del Novecento e forse “Essere e Tempo” è l’opera che più di ogni altra, assieme al “Tractatus” di Wittgenstein, ha caratterizzato la riflessione filosofica contemporanea. Perché io credo che il segreto della profonda incidenza che “Essere e Tempo” ha avuto nel dibattito contemporaneo, il segreto della sua perdurante presenza nelle discussioni culturali e filosofiche dei nostri giorni stia nel suo particolarissimo statuto. “Essere e Tempo” non è semplicemente una teoria filosofica tra le altre, ma è il tentativo di ripensare a fondo l’accadere della filosofia occidentale nel suo insieme e di trovare una via d’uscita rispetto all’empasse, rispetto ai problemi e alla crisi in cui la filosofia tradizionale si era arenata. Come Heidegger riesce in questo compito? Riprendendo innanzitutto il problema fondamentale che ha caratterizzato la discussione filosofica occidentale e cioè il problema dell’essere. Ma declinando questo problema e facendo confluire in questo problema tutta una serie di inquietudini che caratterizzano l’uomo contemporaneo: la crisi dei valori assoluti, la crisi dei valori tradizionali, la ricerca di nuove risorse simboliche, l’attivazione di un atteggiamento lucido e disincantato rispetto al mondo contemporaneo in cui vediamo una macchina tecnica sempre più complessa e un uomo sempre più elementare. Heidegger risponde a tutte queste questioni raccogliendole nella grande questione tradizionale della filosofia, il problema dell’essere, ma affrontandole dfa una prospettiva assolutamente nuova, quella dell’analisi della vita umana nel suo particolare movimento, della sua particolare capacità di modificarsi in modo tale da rendere possibile una conduzione critica, un orientamento critico del movimento stesso. L’analisi dell’esistenza che Heidegger conduce in “Essere e Tempo” per risolvere la questione dell’essere, è in fondo un’analisi che, nascendo dall’esistenza stessa, si ripercuote sull’esistenza orientandola verso la sua riuscita, verso una sua forma riuscita, ‘quasi come se l’esistenza fosse un’opera d’arte a cui “Essere e Tempo” intende dare una forma bella’. Dunque lo Statuto di “Essere e Tempo” non è quello di una teoria astratta, ma quello di una filosofia pratica, che nascendo dalla vita ricade sulla vita cercando di orientarla verso il suo successo, verso la sua riuscita. In questo senso a me piace vedere in “Essere ne Tempo” non solo una filosofia pratica, ma una versione moderna dell’ “Etica Nicomachea”, che è il primo trattato di filosofia pratica vero e proprio nella storia della filosofia occidentale. Questo spiega molte delle categorie che Heidegger usa in “Essere e Tempo”, prima fra tutte quella dialettica di ‘autentico’ e ‘inautentico’ che connota in maniera così significativa l’andamento dell’intera opera, l’argomentazione portata avanti da Heidegger in tutta la prima parte dell’opera. Credo che in questa chiave di lettura, che vede in “Essere e Tempo” un trattato di filosofia pratica, si possa trovare la chiave per spiegare, almeno in parte, il successo di quest’opera. Naturalmente come tutte le grandi opere “Essere e Tempo” può essere vista da molti altri scorci, da molte altre prospettive, può essere considerato come, per esempio, un capitolo della storia di quella che è stata la religione della cultura occidentale, il suo valore simbolico. […] “Essere e Tempo” può essere letto anche come un grande romanzo gnostico proprio nel senso in cui Heidegger fa i conti con la finitudine, con la caducità dell’esistenza finita, cioè con quella dimensione di cui noi non disponiamo, ma nella quale siamo gettati e nella quale dobbiamo, in questa gettatezza, progettare la nostra esistenza. […]Nonostante le grandi figure che caratterizzano il pensiero primo novecentesco, Husserl, Dilthey, Rickert, Jaspers, e molti altri, Heidegger è convinto che la filosofia si trovi oggi in crisi, non sia più la grande filosofia di Platone, di Aristotele, di Kant e di Hegel, e che siano necessari un suo radicale rinnovamento e una trasformazione profonda della coscienza filosofica. Ebbene Heidegger è, dopo Hegel e dopo Nietzsche, tra i pochissimi che riescono a darci la vertigine del fare filosofia in grande stile, e in questo senso “Essere e Tempo” è il capolavoro filosofico della prima metà del novecento e forse della filosofia contemporanea”.

Vasco Ursini: Ascoltiamo Martin Heidegger. Anzi riascoltiamolo. In riferimento a: “Essere e tempo”, a cura di Franco Volpi sulla versione di Pietro Chiodi, Longanesi, 2018, che ha come titolo “Esposizione del problema del senso dell’essere”, pp. 13-56

Ascoltiamo Martin Heidegger. Anzi riascoltiamolo:

“E’ chiaro infatti che voi da tempo siete familiari con ciò che intendete propriamente quando usate l’espressione ‘essente’; anche noi credemmo un giorno di comprenderlo, ma ora siamo caduti nella perplessità” (Platone, ‘Sofista’, 244 a.) Abbiamo noi oggi una risposta alla domanda intorno a ciò che propriamente intendiamo con la parola “essente”? Per nulla. E’ dunque necessario riproporre ‘il problema del senso dell’essere’. Ma noi, oggi, siamo almeno in uno stato di perplessità per il fatto di non comprendere l’espressione “essere” ? Per nulla. E’ dunque necessario incominciare col ridestare la comprensione del senso di questo problema. Lo scopo del presente lavoro è la concreta elaborazione del problema del senso dell’ “essere”. Il suo traguardo provvisorio è l’interpretazione del ‘tempo’ come orizzonte possibile di ogni comprensione dell’essere in generale.

Il perseguimento di questo fine, la via per giungervi e le ricerche che esso include e richiede, abbisognano di un’illustrazione introduttiva

che si può leggere in “Essere e tempo”, a cura di Franco Volpi sulla versione di Pietro Chiodi, Longanesi, 2018, che ha come titolo “Esposizione del problema del senso dell’essere”, pp. 13-56).

 

Vasco Ursini segnala: Un giudizio di Franco Volpi sul pensiero di Martin Heidegger, in Enciclopedia filosofica, Bompiani, Milano 2006

Un giudizio di Franco Volpi sul pensiero di Martin Heidegger

“Heidegger intende e pratica la filosofia non come un’attività teoretica tra le altre, non come un sistema di teorie e dottrine indifferenti alla vita, ma come comprensione della vita che implica una forma di vita e dà forma alla vita. La filosofia non è solo sapere, ma anche scelta di vita: è salvezza e redenzione”.

(F. Volpi, Heidegger, in Enciclopedia filosofica, Bompiani, Milano 2006)

Franco Volpi presenta “La struttura originaria” di Emanuele Severino 

F. Volpi presenta “La struttura originaria” di Emanuele Severino

Vasco Ursini

Emanuele Severino, La struttura originaria

Questo fondamentale trattato – scritto quando il suo autore non era ancora trentenne, ma aveva già ottenuto, a ventuno anni, la libera docenza universitaria – sviluppa la fondazione logica ed ontologica del sistema neoparmenideo e costituisce la base speculativa sulla quale poggiano tutti gli altri scritti di Severino. E’ qui portata alla luce la struttura originaria della verità dell’essere, il quale, secondo il “sentiero del giorno” indicato da Partmenide, “è e non può non essere”.
Tale struttura originaria giunge alla sua manifestazione necessaria nella dimensione formale dell’incontrovertibile incontaddittorietà dell’essere, la quale ha la sua espressione logico-formale nel principio di non contraddizione: perfino la sua negazione, per sussistere, deve presupporla: Ma l’apertura formale della struttura originaria conduce, al di là di essa, al luogo ontologico stesso della Necessità e del senso della Necessità, dove l’Immutabile e l’Eterno si manifestano, e tutto ciò che è, ogni ente, ogni cosa, appare nell’Immutabilità e nell’Eternità.
F. Volpi