Autore: Paolo Ferrario
“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”: testo, parafrasi e analisi della poesia
Tienimi per mano di Herman Hesse
Questa è l'ora della poesia ove spesso il filosofo si rifugia ponendo il suo continuo sfibrante filosofare in epoché. Ma la poesia che sceglie lo riporta inevitabilmente a pensare https://youtu.be/tsgEkBmcfY8
Alda Merini, il natale
Vasco Ursini: Il Natale
Anche questo Natale e il covid che lo accompagna passeranno. Passeranno come passa l'acqua del fiume che scorre dinanzi ai miei occhi, inesorabilmente, fino a dissolversi ad un certo punto del loro vano andare. Tutto scorre da sempre e per sempre
Vasco Ursini: Il fluire del tempo
Ai critici della tecnica, citazione da: E, Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417
Sono molti coloro che criticano la tecnica alla luce della dignità dell'uomo o con simili argomentazioni. A loro Emanuele Severino dice: "Tutti coloro che appartengono alla cultura che condanna la civiltà della tecnica falliscono inevitabilmente perché sono infedeli alle loro radici autentiche (cioè all'alienazione essenziale), perché sono incoerenti rispetto alla persuasione essenziale che li avvolge: … Leggi tutto Ai critici della tecnica, citazione da: E, Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417
Vasco Ursini: Mi piace riproporre, questa volta nella sua completezza, il pensiero di Immanuel Kant espresso nella sua Critica del giudizio
Mi piace riproporre, questa volta nella sua completezza, il pensiero di Immanuel Kant espresso nella sua Critica del giudizio: "Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in … Leggi tutto Vasco Ursini: Mi piace riproporre, questa volta nella sua completezza, il pensiero di Immanuel Kant espresso nella sua Critica del giudizio
La filosofia del nostro tempo è …, in E. Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187
La filosofia del nostro tempo è il fondamento essenziale della scienza e della tecnica (che dunque ignorano il senso autentico del loro rapporto con la filosofia), perché mostra che non può esistere alcuna dimensione immutabile, cioè alcun limite inoltrepassabile e dunque rende possibile la crescita indefinita della capacità di produrre scopi. (E. Severino, Destino della … Leggi tutto La filosofia del nostro tempo è …, in E. Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187
La potenza suprema, oggi …, in E. Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 107
La potenza suprema, oggi, 'non' è la tecnica in quanto separata, ma in quanto unita alla filosofia contemporanea. In quanto così separata, la tecnica non può riuscire a liberarsi dalla sua sudditanza rispetto alle forze che intendono servirsi di essa. (E. Severino, Dall'Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 107)
Alla verità dell’essere appartiene l’opposizione dell’essere e del nulla … , in E. Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982. p. 37
Alla verità dell'essere appartiene l'opposizione dell'essere e del nulla. Non nel senso che l'essere abbia a premere su qualcosa che gli faccia resistenza, ma nel senso che, quando si dice appunto che nulla resiste all'essere, l'essere lo si pensa nella sua relazione al nulla, e in questa relazione prende significato. La verità originaria dell'essere è … Leggi tutto Alla verità dell’essere appartiene l’opposizione dell’essere e del nulla … , in E. Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982. p. 37
Emanuele Severino – La fantasia e la terra
Vasco Ursini su: EMANUELE SEVERINO, L’APPARIRE DELLA MORTE, Il brano è tratto da: Emanuele Severino, Sul divenire Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi Editore, Napoli, 2014, pp. 22-28
Come per tutti i mortali anche per Biagio de Giovanni c'è "qualcosa di ineluttabile" "nella condizione mortale dell'uomo", cioè la morte, "la prova inconfutabile", "l'irrefutabile cogenza" che "l'ente uomo nasce dal nulla e va nel nulla" - con l'inaccettabile risultato che ciò che chiamo 'destino' "si scontra con il fatto che l'uomo muore" (Biagio de … Leggi tutto Vasco Ursini su: EMANUELE SEVERINO, L’APPARIRE DELLA MORTE, Il brano è tratto da: Emanuele Severino, Sul divenire Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi Editore, Napoli, 2014, pp. 22-28
Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, in Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
«Nella storia dell'Occidente tutto è stato téchne – l'arte, la religione, anche la filosofia; e ciò che oggi non è considerato tecnica non è altro che l'insieme di tutte le tecniche che risultano perdenti rispetto alla tecnica contemporanea.La verità è evocata per la prima volta dal pensiero greco come strumento per ottenere la felicità. Ma … Leggi tutto Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, in Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
Quarto incontro per la web-serie “LE RIUNIONE DEL MERCOLEDI’- INCONTRI TRA FILOSOFIA E PSICOANALISI, a cura di Davide D’Alessandro. OSPITE DI QUESTA PUNTATA: UMBERTO GALIMBERTI
Nel contenuto che si manifesta …, Emanuele Severino in Essenza del nichilismo” (1982), Adelphi, Milano 1995, p. 199
"Nel contenuto che si manifesta, il grande fiume delle determinazioni che compaiono e scompaiono è trattenuto da sponde intramontabili: la scorta di quegli enti, il cui apparire è di necessità richiesto dall'apparire di un qualsiasi ente. Essi sono lo 'sfondo' intramontabile di ogni disvelamento dell'essere, lo spettacolo che sta eternamente dinanzi all'uomo e in cui … Leggi tutto Nel contenuto che si manifesta …, Emanuele Severino in Essenza del nichilismo” (1982), Adelphi, Milano 1995, p. 199
L’originario esser sé, testo di Vasco Ursini
Nella struttura originaria del destino, Severino mostra che la relazione necessaria tra l'essente e il proprio altro sta nell'originario esser sé come non esser l'altro da sé. L'essente è dunque negazione dell'altro da sé. Tale negazione è l'innegabile perché la negazione di questa negazione è "autonegazione", è affermazione di ciò che essa negazione nega.
L’anelare e l’attesa, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113
Se l'uomo non è il mortale, ma l'apparire del destino della verità; e se l'apparire della verità è contraddizione (contraddizione C), allora l' "anelare" è l'irrequietezza della contraddizione e quindi l'uomo è l'anelante 'par excellence'. Quella irrequietezza è l'apparire della necessità che ogni configurazione della terra sia oltrepassata. L'anelare è un vedere la necessità dell'oltrepassamento … Leggi tutto L’anelare e l’attesa, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113

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