Vasco Ursini Noi siamo il Tutto eterno. Noi, il finito, siamo l'infinito. L'infinità della Gioia ( che è l'oltrepassamento totale della contraddizione del finito, ossia è l'apparire infinito del tutto) è ciò che l'apparire finito del destino della verità 'in verità è'. Certamente, "noi", nella nostra essenza più profonda e originaria, siamo l'apparire finito … Leggi tutto Ma chi siamo veramente noi ?, da Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, il Melangolo, 2002, p. 83
Categoria: CITAZIONI di Emanuele Severino
EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44
Vasco Ursini 16 novembre 2015 Si richiami - non più che un cenno, che però va forse incontro allo spirito delle domande di de Giovanni - che nella terra isolata la volontà 'crede' di avere la potenza di trarre gli essenti dal loro non essere e di risospingerveli, ossia 'crede' anche, in certi casi, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44
Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che ‘tutti’, con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti …, da: Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180
Di 'tutti' i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che 'tutti', con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti. Questa affermazione non suona paradossale se si tiene presente [...] che 'tutte' le possibili critiche al Contenuto dei … Leggi tutto Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che ‘tutti’, con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti …, da: Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180
Il destino è negazione della propria negazione …, Emanuele Severino
Il destino è negazione della propria negazione, perché la negazione del destino (o di uno qualsiasi dei suoi tratti) è autonegazione (cfr., in Essenza del nichilismo, Ritornare a Parmenide, par. 6). Che tale negazione sia autonegazione appare nello guardo del destino, non in ciò che tale negazione sa di se stessa. E l'essere negazione della … Leggi tutto Il destino è negazione della propria negazione …, Emanuele Severino
La dimensione del divenire, Emanuele Severino
Vasco Ursini 3 agosto 2016 Il pensiero filosofico apre e protegge la dimensione del divenire. Su di essa si fonda l'intera civiltà occidentale, e quindi anche la specializzazione scientifica, che è l'anima della civiltà della tecnica. (E. S.)
Che le cose divengano altro e che la volontà di farle diventare altro non è alcunché di strano per l’uomo …, Emanuele Severino, Oltrepassare, p. 64
"Che le cose divengano altro e che la volontà di farle diventare altro non è alcunché di strano per l'uomo. Anzi, è ciò su cui egli non ha alcun dubbio: è l'evidenza suprema secondo la quale egli vive" (Emanuele Severino, Oltrepassare, p. 64).
Se si sostiene che rimane pur sempre la libertà di pensare ad altre cose …, Emanuele Severino
"Se si sostiene che rimane pur sempre la libertà di pensare ad altre cose, di scegliere o di prendersi cura per altre cose che non siano la filosofia, questa libertà è la libertà di trovarsi nell’infondatezza o addirittura nella contraddizione." (Emanuele Severino)
Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”
« Se l'essere non apparisse, l'apparire sarebbe un niente. È dunque necessario che l'essere appaia, e che quindi appaiano quelle determinazioni, il cui apparire è richiesto dall'apparire di ogni cosa. Esse costituiscono lo sfondo di ogni ulteriore manifestazione dell'essere. Le determinazioni, di cui non si sa ancora se appartengano o no allo sfondo, danno luogo al problema della libertà. C'è libertà nell'essere? … Leggi tutto Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”
Emanuele Severino sulla proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein , da La struttura originaria
« La proposizione 6.54 del "Tractatus" del Wittgenstein suona: "Dalle mie proposizioni resta chiarito che chi mi ha compreso riconoscerà da ultimo che esse sono prive di significato quando attraverso e per mezzo di esse è salito al di sopra di esse. (Egli dovrà, per così dire, gettar via la scala dopo che è salito con … Leggi tutto Emanuele Severino sulla proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein , da La struttura originaria
La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, citazione di Emanuele Severino, in Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16
In una delle sue forme più coerenti il nichilismo (cfr. 'Essenza del nichilismo') pensa che la 'totalità' degli enti abbia un inizio. Avere un inizio significa, per la totalità, avere un "prima". Se non avesse un "prima", se non fosse nel tempo, sarebbe eterna e non qualcosa che inizia. (O in essa vi sarebbe un eterno da cui ha avuto inizio il resto - ma questa è la prospettiva epistemico- metafisico-teologica, dove il nichilismo non ha ancora raggiunto le proprie forme più coerenti). D'altra parte essere 'nel' tempo, per la totalità degli enti, … Leggi tutto La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, citazione di Emanuele Severino, in Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16
SEVERINO, GLI UOMINI NON DIVENTANO POLVERE, citazione da: La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107, in sito filosofico.net
Un esempio della forza teoretica di questo filosofo è data dalla lettura che segue, che lo stesso autore ha scelto a conclusione del suo manuale di filosofia per le scuole. Egli dimostra che ciò che appare come buon senso può essere follia per la ragione e viceversa e che il divenire non significa annientamento, ma … Leggi tutto SEVERINO, GLI UOMINI NON DIVENTANO POLVERE, citazione da: La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107, in sito filosofico.net
TECNICA E BESTIALITÀ DELL’UOMO, da Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36
Non si comprende che la manipolazione dell'uomo da parte delle tecnologie genetiche non è differente, nella sua essenza, dalla manipolazione in cui consiste ogni forma di educazione e cultura. La coltivazione spirituale dell'uomo può trasformare l'individuo molto più radicalmente di qualsiasi manipolazione genetica; può spingerlo molto più lontano di ciò che la tradizione occidentale … Leggi tutto TECNICA E BESTIALITÀ DELL’UOMO, da Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36
Sulla fede nell’esistenza di “compiti”, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio
Ogni compito presuppone la volontà, cioè si presenta come tale davanti alla potenza della volontà. La Follia della volontà è insieme la Follia del compito. È la Follia della libertà, quando i compiti sono affrontati da coloro che si credono liberi di eseguirli o di non eseguirli; ed é la follia della volontà costretta, collocata … Leggi tutto Sulla fede nell’esistenza di “compiti”, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio
“Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono” (Eraclito, fr. 27). “Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere” (Emanuele Severino)
"Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono" (Eraclito, fr. 27). Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere. L'immenso da cui sono attesi è la "Gloria" - e anche il patimento che è necessità che appaia … Leggi tutto “Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono” (Eraclito, fr. 27). “Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere” (Emanuele Severino)
UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’, citazione a cura di Vasco Ursini da E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22
Vasco Ursini 21 ottobre 2016 1) l'opposizione, certo radicale, tra concezione tradizionale e concezione attuale della verità è sottesa da un 'comune' e decisivo tratto di fondo. 2)Esso è portato alla luce dal pensiero filosofico, ma è l'ambito in cui cresce non solo la cultura, ma l'intera civiltà dell'Occidente e ormai del Pianeta. 3) … Leggi tutto UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’, citazione a cura di Vasco Ursini da E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22
Emanuele Severino, Portarsi alle spalle di ogni sapere
La filosofia, per mostrare in che cosa consista il sapere radicalmente incontrovertibile, si porta alle spalle di ogni altro sapere e quindi esclude di porlo alla propria base. Inconsistente e superflua, dunque, è la filosofia che si fonda sulla scienza - giacché se, così fondandosi, è inconsistente e superflua, allora non è filosofia, ma scienza. … Leggi tutto Emanuele Severino, Portarsi alle spalle di ogni sapere
Emanuele Severino, La manifestazione del mondo come mente
Al fondo della conoscenza e dell'agire non sta semplicemente il mondo, ma la manifestazione del mondo, il suo esser noto; ed è innanzitutto a questa manifestazione e notizia che spetta di essere qualificata come "mente". Questa mente è la luce che illumina uno spettacolo immenso, ma alla quale gli uomini non volgono mai lo sguardo, … Leggi tutto Emanuele Severino, La manifestazione del mondo come mente
Emanuele Severino, Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91
“ Lungo l’intera tradizione occidentale la <configurazione delle spazio> (Raumgestaltung) – come ogni altra opera – è determinata dal senso del mondo che si presenta nel contenuto eterno dell’ ‘episteme’ filosofica e teologica greco-cristiana. La ‘figura’ (Gestaltung) che l’architettura conferisce allo spazio rispecchia cioè in se stessa l’Ordinamento eterno che viene mostrato da tale sapienza. … Leggi tutto Emanuele Severino, Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.