All' 'interno' della totalità dell'interpretare - all'interno cioè dell'isolamento della terra dal destino -, il linguaggio che testimonia la terra isolata contrasta il linguaggio che testimonia il destino. (Un contrasto interno all'isolamento della terra, appunto: da distinguere pertanto dal contrasto tra il destino e tale isolamento.Come si mostra in altri miei scritti (cfr. ad esempio … Leggi tutto Ancora sul linguaggio, in Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Adelphi, Milano 2019, pp.24-25
Categoria: CITAZIONI di Emanuele Severino
Riflessioni sull’Essere e l’Apparire, in Essenza del nichilismo, pag 105
"Nulla , di ciò che appare, appare così come è nel tutto; e tutto ciò che appare è immutabilmente nel suo concreto dimorare nel tutto. Nemmeno l'apparire, ossia la stessa comprensione astratta dell'essere, appare così come essa dimora nel tutto: la comprensione astratta dell'essere comprende astrattamente anche se medesima: l'apparire - in cui necessariamente l'essere … Leggi tutto Riflessioni sull’Essere e l’Apparire, in Essenza del nichilismo, pag 105
Sull’interpretare, Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42
Che l'interpretare esista è incontrovertibile perché esso è un contenuto che appare nella struttura originaria, ma l'interpretare non è un sapere incontrovertibile (che cioè si fonda sulla struttura originaria): esso è la terra isolata dalla struttura originaria e da ciò che su di essa si fonda. L'interpretare è l'isolamento della terra e tale isolamento è … Leggi tutto Sull’interpretare, Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42
Citazione da Essenza del nichilismo: “Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente. E’ dunque necessario che l’essere appaia”
"Se l'essere non apparisse, l'apparire sarebbe un niente. E' dunque necessario che l'essere appaia". (Essenza del nichilismo, p. 164
Il significato che compete al nulla … , E. Severino, Oltrepassare, Adelphi, Milano 2007, p. 470
Lo stare al di là di ogni significato è il significato che compete al nulla (nihil absolutum), e il positivo significare del nulla non è un possibilità che sia oggetto di una domanda, ma una necessità. Il nulla non è un luogo dove tutto potrebbe essere diversamente, ma è il non essere in alcun modo … Leggi tutto Il significato che compete al nulla … , E. Severino, Oltrepassare, Adelphi, Milano 2007, p. 470
Vasco Ursini: Severino, imperterrito, insiste sull”eternità di ogni cosa e soprattutto su quella dei mortali. Ascoltiamolo con grande attenzione, comprendiamolo e riflettiamo
"Ma l’eternità del nostro corpo non vuol dire che noi continueremo ad apparire così come ora noi siamo, così, cristallizzati in questa nostra posizione; significa invece che questa nostra situazione, anche se sarà raggiunta da altre condizioni, è ed è impossibile che non sia, e che siamo destinati a infinite altre posizioni del nostro corpo. … Leggi tutto Vasco Ursini: Severino, imperterrito, insiste sull”eternità di ogni cosa e soprattutto su quella dei mortali. Ascoltiamolo con grande attenzione, comprendiamolo e riflettiamo
Ma chi siamo veramente noi? … , Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84
Emanuele Severino ci pone la seguente questione:"noi" siamo autenticamente noi stessi - ossia in noi l'esser sé appare nel suo puro esser sé, per ciò che esso è, dunque nel suo non essere avvolto dalla contraddizione - in quanto noi siamo il luogo originario della contraddizione, oppure noi siamo autenticamente, veramente noi stessi là dove, … Leggi tutto Ma chi siamo veramente noi? … , Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84
Ai critici della tecnica, citazione da: E, Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417
Sono molti coloro che criticano la tecnica alla luce della dignità dell'uomo o con simili argomentazioni. A loro Emanuele Severino dice: "Tutti coloro che appartengono alla cultura che condanna la civiltà della tecnica falliscono inevitabilmente perché sono infedeli alle loro radici autentiche (cioè all'alienazione essenziale), perché sono incoerenti rispetto alla persuasione essenziale che li avvolge: … Leggi tutto Ai critici della tecnica, citazione da: E, Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417
La filosofia del nostro tempo è …, in E. Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187
La filosofia del nostro tempo è il fondamento essenziale della scienza e della tecnica (che dunque ignorano il senso autentico del loro rapporto con la filosofia), perché mostra che non può esistere alcuna dimensione immutabile, cioè alcun limite inoltrepassabile e dunque rende possibile la crescita indefinita della capacità di produrre scopi. (E. Severino, Destino della … Leggi tutto La filosofia del nostro tempo è …, in E. Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187
Alla verità dell’essere appartiene l’opposizione dell’essere e del nulla … , in E. Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982. p. 37
Alla verità dell'essere appartiene l'opposizione dell'essere e del nulla. Non nel senso che l'essere abbia a premere su qualcosa che gli faccia resistenza, ma nel senso che, quando si dice appunto che nulla resiste all'essere, l'essere lo si pensa nella sua relazione al nulla, e in questa relazione prende significato. La verità originaria dell'essere è … Leggi tutto Alla verità dell’essere appartiene l’opposizione dell’essere e del nulla … , in E. Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982. p. 37
Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, in Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
«Nella storia dell'Occidente tutto è stato téchne – l'arte, la religione, anche la filosofia; e ciò che oggi non è considerato tecnica non è altro che l'insieme di tutte le tecniche che risultano perdenti rispetto alla tecnica contemporanea.La verità è evocata per la prima volta dal pensiero greco come strumento per ottenere la felicità. Ma … Leggi tutto Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, in Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
Nel contenuto che si manifesta …, Emanuele Severino in Essenza del nichilismo” (1982), Adelphi, Milano 1995, p. 199
"Nel contenuto che si manifesta, il grande fiume delle determinazioni che compaiono e scompaiono è trattenuto da sponde intramontabili: la scorta di quegli enti, il cui apparire è di necessità richiesto dall'apparire di un qualsiasi ente. Essi sono lo 'sfondo' intramontabile di ogni disvelamento dell'essere, lo spettacolo che sta eternamente dinanzi all'uomo e in cui … Leggi tutto Nel contenuto che si manifesta …, Emanuele Severino in Essenza del nichilismo” (1982), Adelphi, Milano 1995, p. 199
L’anelare e l’attesa, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113
Se l'uomo non è il mortale, ma l'apparire del destino della verità; e se l'apparire della verità è contraddizione (contraddizione C), allora l' "anelare" è l'irrequietezza della contraddizione e quindi l'uomo è l'anelante 'par excellence'. Quella irrequietezza è l'apparire della necessità che ogni configurazione della terra sia oltrepassata. L'anelare è un vedere la necessità dell'oltrepassamento … Leggi tutto L’anelare e l’attesa, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113
Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
«Nella storia dell'Occidente tutto è stato téchne – l'arte, la religione, anche la filosofia; e ciò che oggi non è considerato tecnica non è altro che l'insieme di tutte le tecniche che risultano perdenti rispetto alla tecnica contemporanea. La verità è evocata per la prima volta dal pensiero greco come strumento per ottenere la felicità. … Leggi tutto Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne, Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94
Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo … , Emanuele Severino, Capitalismo senza futuro, Rizzoli, Milano 2012, pp.90-92
«Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo. Le “macchine”, si dice, sostituiscono sempre di più l’uomo. E già da tempo si delinea la possibilità che l’Apparato stesso della tecno-scienza si configuri, nel suo insieme, come qualcosa che può essere interpretato come … Leggi tutto Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo … , Emanuele Severino, Capitalismo senza futuro, Rizzoli, Milano 2012, pp.90-92
«I significati che valgono come costanti sintattiche di ogni significato possono essere chiamati “costanti sintattiche illimitate” o “costanti persintattiche”, Emanuele Severino, La struttura originaria, Adelphi, Milano 1981, pp. 445-447
La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26, 33
Se la violenza è la volontà che vuole l'impossibile, e se la volontà è essenzialmente un volere che qualcosa diventi altro da sé, allora - poiché il divenire altro da sé è qualcosa di impossibile (giacché l'impossibile è innanzitutto l'essere altro da sé) - la volontà è, 'in quanto tale', il volere l'impossibile, e cioè … Leggi tutto La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26, 33
LA POTENZA DELLA VOLONTA’ SUL PASSATO COME FONDAMENTO DELL’ETERNO RITORNO, in E. Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172
Ciò che getta in catene la volontà liberatrice è il suo sentirsi impotente di fronte allo spettacolo del passato. Per l'intera tradizione metafisico-morale, la volontà non ha alcuna potenza sul passato " E' impossibile che ciò che è già fatto divenga qualcosa di non fatto " (factum infectum fieri nequit). [ ... ] Allora questo … Leggi tutto LA POTENZA DELLA VOLONTA’ SUL PASSATO COME FONDAMENTO DELL’ETERNO RITORNO, in E. Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

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