La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, Emanuele Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16

La totalità degli enti ha o non ha un inizio? In una delle sue forme più coerenti il nichilismo (cfr. 'Essenza del nichilismo') pensa che la 'totalità' degli enti abbia un inizio. Avere un inizio significa, per la totalità, avere un "prima". Se non avesse un "prima", se non fosse nel tempo, sarebbe eterna e … Leggi tutto La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, Emanuele Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16

“La psicologia non è una semplice descrizione dei fatti psichici: ha sempre un intento terapeutico …”, Emanuele Severino, in “La legna e la cenere”

« La psicologia non è una semplice descrizione dei fatti psichici: ha sempre un intento terapeutico. Anche quando, con l'analisi esistenziale di Ludwig Binswanger, mette in questione l'esistenza stessa della malattia mentale, la psicologia non ritiene di essere qualcosa di irrilevante per l'uomo, ma intende aiutarlo ad uscire da un modo di esistere "inautentico", e … Leggi tutto “La psicologia non è una semplice descrizione dei fatti psichici: ha sempre un intento terapeutico …”, Emanuele Severino, in “La legna e la cenere”

Vasco Ursini: A PROPOSITO DELLE DUE ANIME CHE ABITANO NEL NOSTRO PETTO, citazione da: Emanuele Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi. Milano 2013, pp. 210 – 2011

A PROPOSITO DELLE DUE ANIME CHE ABITANO NEL NOSTRO PETTO. Qualche giorno fa l'amico Paolo Ferrario ha pubblicato su questa pagina questo post: "Emanuele Severino, Due anime abitano nel nostro petto. La gioia, il dolore, la necessità ...". In precedenza io stesso avevo pubblicato più volte post di uguale contenuto. Il tema è di assoluta … Leggi tutto Vasco Ursini: A PROPOSITO DELLE DUE ANIME CHE ABITANO NEL NOSTRO PETTO, citazione da: Emanuele Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi. Milano 2013, pp. 210 – 2011

L’ESSERE E L’ELENCHOS, citazioni da: Emanuele Severino, La legna e la cenere, Rizzoli, Milano 2000, pp. 30-33

La fede nell'esistenza del divenire - inteso come oscillazione delle cose tra l'essere e il niente - è l'essenza stessa del 'nichilismo'. La fede che per la cultura e l'intera civiltà occidentale costituisce la stessa evidenza originaria e suprema è l'alienazione estrema. [...] Scendere nel significato essenziale e tuttora completamente inesplorato del nichilismo significa comprendere … Leggi tutto L’ESSERE E L’ELENCHOS, citazioni da: Emanuele Severino, La legna e la cenere, Rizzoli, Milano 2000, pp. 30-33

Ancora sul primo Severino e residuo nichilista, in Studi di filosofia della prassi, pag 276-277

''L'uomo si trova ad avere a che fare con l'essere e questo avere a che fare è un fatto[...] Il contenuto di questa effettualità è l'immutabilità dell'essere, e dunque la trascendenza dell'essere immutabile[...] la dimensione in cui l'essere è immutabilmente non è pertanto la dimensione che è immutabilmente presente, nella quale l'essere sopraggiunge e dilegua. … Leggi tutto Ancora sul primo Severino e residuo nichilista, in Studi di filosofia della prassi, pag 276-277

Il Mortale, in E. Severino, Destino della necessità, p. 591

Volendo la propria immortalità attraverso il divenir altro, il mortale ("anima", "io", "individuo", "persona", "soggetto", "coscienza", "Io trascendentale", ecc.) non solo vuole l'impossibile, ma perde di vista la Gloria che egli è in se stesso, nella sua essenza profonda. (E. Severino, Destino della necessità, p. 591)

Il “mortale” nella terra isolata, da Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

  Il "mortale" è l'abitatore della terra separata dal destino della verità - della terra che egli non vede e non vive come separata dalla verità, ma come la vera terra. Nella sua genesi storica la filosofia rende radicale questa separazione e, testimoniando per la prima volta l'opposizione assoluta tra essere e nulla, pensa la … Leggi tutto Il “mortale” nella terra isolata, da Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

Emanuele Severino risponde ai critici che gli attribuiscono la colpa di aver sostenuto che il suo “io empirico” sia l’unico a capire e conoscere il destino della verità

Vasco Ursini Emanuele Severino risponde ai critici che gli attribuiscono la colpa di aver sostenuto che il suo "io empirico" sia l'unico a capire e conoscere il destino della verità. Ecco la sua risposta: " Ogni "dialogo" che qualsiasi io della terra isolata voglia instaurare con la verità è un equivoco. È un malinteso anche … Leggi tutto Emanuele Severino risponde ai critici che gli attribuiscono la colpa di aver sostenuto che il suo “io empirico” sia l’unico a capire e conoscere il destino della verità

Il mortale non può portare al tramonto l’isolamento della terra, in Emanuele Severino, Destino della necessità, pp. 448-449

  Nessuna decisione (dei mortali o dei divini) può condurre al tramonto dell'isolamento. Ogni decisione si fonda infatti sull'isolamento della terra. Nessun salvatore (artefice di salvezza) è possibile.Ma ogni decisione appartiene al destino dell'isolamento. Se il tramonto dell'isolamento della terra è destinato ad accadere. allora è necessità che tutte le decisioni siano prese e il … Leggi tutto Il mortale non può portare al tramonto l’isolamento della terra, in Emanuele Severino, Destino della necessità, pp. 448-449

Sulla essenza linguistica della struttura originaria, in Emanuele Severino,La Gloria, p. 189

  L'essenza linguistica della struttura originaria si contraddice - e tuttavia è l'incontrovertibile. Essa è l'incontrovertibile, non per il suo significato esplicito, ma per il suo significato 'implicito', ossia per la totalità delle determinazioni della struttura originaria che sono originariamente e necessariamente implicate dal significato esplicito, ma che appaiono originariamente, già prima di mostrarsi nello … Leggi tutto Sulla essenza linguistica della struttura originaria, in Emanuele Severino,La Gloria, p. 189

Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che …, in Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180

Di 'tutti' i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che 'tutti', con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti. Questa affermazione non suona paradossale se si tiene presente [...] che 'tutte' le possibili critiche al Contenuto dei … Leggi tutto Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che …, in Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180

L’ente appare come ente solo se appare ciò che necessariamente gli conviene …, Emanuele Severino

L'ente appare come ente solo se appare ciò che necessariamente gli conviene, e dunque solo se appare il niente, che è momento semantico del "non essere un niente". Così, se le stelle sono le stelle del cielo, esse non apparirebbero come stelle, se il cielo non apparisse. In questa direzione va intesa l'unità degli opposti … Leggi tutto L’ente appare come ente solo se appare ciò che necessariamente gli conviene …, Emanuele Severino

PER INTRODURRE ALLE DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ (2). Citazione da. Emanuele Severino, Discussioni intorno al senso della verità, cit., pp. 11 – 12

PER INTRODURRE ALLE DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA VERITA' (2) La parola greca che traduciamo con " verità " è 'alétheia' che propriamente significa "il non nascondersi", e pertanto il manifestarsi, l'apparire delle cose. Ma per il pensiero greco la verità non è soltanto 'alétheia' (come invece ritiene Heidegger): la verità è l'apparire in cui … Leggi tutto PER INTRODURRE ALLE DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ (2). Citazione da. Emanuele Severino, Discussioni intorno al senso della verità, cit., pp. 11 – 12

In memoria del Professor Severino da poco scomparso, ecco un passo da “Legge e caso” del 1979, cap. VII

Franco Garofalo 22 gennaio In memoria del Professor Severino da poco scomparso, ecco un passo da "Legge e caso" del 1979, cap. VII, nel quale leggo un po' a caso: "L' esistenza del divenire è l' evidenza originaria dell' Occidente, e l' Occidente evoca gli immutabili appunto per dominare il divenire. E' quindi inevitabile che … Leggi tutto In memoria del Professor Severino da poco scomparso, ecco un passo da “Legge e caso” del 1979, cap. VII

La fede dominante, in Emanuele Severino, Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018, pp. 204-205

  E' ormai dominante la fede che gli essenti provengono dal loro essere stati nulla, 'nihil absolutum'. Domina sia la tradizione dell'Occidente, sia il mondo presente che a tale tradizione ha da tempo voltato le spalle. Tutte le cose sono create 'ex nihilo sui' (dalla loro assoluta nullità): esista un creatore o non esista (sì … Leggi tutto La fede dominante, in Emanuele Severino, Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018, pp. 204-205

Ancora sul destino della verità, in Emanuele Severino, ‘In margine al senso della contraddizione’, sta in ‘Scenari dell’impossibile – La contraddizione nel pensiero contemporaneo’, a cura di F: Altea e F. Berto, Il Poligrafo, Padova 2007, pp. 204-205

  L'assoluta innegabilità del destino della verità non è quantificabile: è impossibile un "di più" e un "di meno" di innegabilità. In quanto il "di più" e il "di meno" differiscono dall'assolutamente innegabile, sono entrambi negabili e il loro esser affermati è fede. All'assolutamente innegabile, pertanto, non "ci si avvicina", né da esso "ci si … Leggi tutto Ancora sul destino della verità, in Emanuele Severino, ‘In margine al senso della contraddizione’, sta in ‘Scenari dell’impossibile – La contraddizione nel pensiero contemporaneo’, a cura di F: Altea e F. Berto, Il Poligrafo, Padova 2007, pp. 204-205

Per ridestare la verità dell’essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero. che l’essere è e non gli è consentito di non essere … in Emanuele Severino: ” Essenza del nichilismo “- ( “Poscritto” ), pag.63. Adelphi

" Per ridestare la verità dell'essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero. che l'essere è e non gli è consentito di non essere. Il suo risveglio costituisce certo il maggior pericolo per il lungo inverno della … Leggi tutto Per ridestare la verità dell’essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero. che l’essere è e non gli è consentito di non essere … in Emanuele Severino: ” Essenza del nichilismo “- ( “Poscritto” ), pag.63. Adelphi

Emanuele Severino: “Per tecnica intendo …”, in Etica ed economia, Ethics in Economic Life, Innsbruck University press, 2009 (citata in Nicoletta CUSANO, Emanuele Severino. Oltre il nichilismo, Morcelliana, 2011, p. 418/419)