« Larghi strati della nostra cultura si trovano ancora nella situazione patetica di voler dar vita, insieme, a una raffinata coscienza critica del carattere problematico di ogni sapere umano, e a una condanna morale del nazismo – o dello sfruttamento capitalistico, o della dittatura sovietica […]. Ma chi non preferisce il modo di vivere delle … Leggi tutto Postmoderno e violenza, Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)
Categoria: CITAZIONI di Emanuele Severino
I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)
Ho molto spesso parlato di questi due inconsci che poi sono le "due anime che abitano nel nostro petto": l'inconscio, più superficiale, del nichilismo e quello, molto più profondo, del destino della verità. Si può leggere l'Occidente in due modi: appoggiandosi alla fede nell'evidenza originaria del divenire posizionandosi così nel nichilismo o partendo dall'essenza del … Leggi tutto I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)
“Ogni esser “uomo” è un ricordare . E quindi in ogni uomo il suo ricordare è il suo ricordo eterno degli eterni – dove eterni sono, appunto, sia le cose ricordate, sia il ricordante”, in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011, pagine 136/137
La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.
"L'ente che accade [ ... ] e il suo accadimento è un eterno: quindi è necessario che l'ente accada. Nemmeno la sintesi tra l'ente che accade e il suo accadere può non essere (ossia essere niente). Ma affermando che l'ente che entra nell'apparire sarebbe potuto non entrarvi (o che sarebbe potuto apparire l'ente che non … Leggi tutto La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.
Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….
Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo, cioè non è qualcosa di cui l'individuo sia l'autore, e che ogni "io" della terra isolata, in quanto non è l'apparire del destino della verità non può capire, non … Leggi tutto Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….
EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44
Si richiami - non più che un cenno, che però va forse incontro allo spirito delle domande di de Giovanni - che nella terra isolata la volontà 'crede' di avere la potenza di trarre gli essenti dal loro non essere e di risospingerveli, ossia 'crede' anche, in certi casi, di ottenerlo. E' soltanto un credere, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44
Emanuele Severino, “… quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui …”, in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11
… Poi, quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui e che in ognuno appaia la Gioia infinita che ognuno è nel profondo. Essa oltrepassa ogni dolore sperimentato dall’uomo …
da IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11

Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico
"Al centro di ciò che non può essere in alcun modo negato sta l'impossibilità che un qualsiasi essente (cose, eventi, stati della coscienza o della natura o di altro ancora) sia stato nulla e torni ad esserlo. Questa impossibilità è la necessità che ogni essente - dal più umbratile e irrilevante al più grande e … Leggi tutto Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico
Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino
BONTADINI «Nella concezione creazionistica – espressa nella formula: l’Immobile crea il mobile, “l’Ente crea l’esistente!” – la realtà del creato, ossia del diveniente, è tutta insidente, secondo il rapporto stesso di creazione, nell’atto creatore, tutta compresa in esso. Si deve pensare, cioè, che il creato non è nulla fuori dall’atto creatore, non sussiste indipendentemente da … Leggi tutto Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino
UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ , E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22
1) l'opposizione, certo radicale, tra concezione tradizionale e concezione attuale della verità è sottesa da un 'comune' e decisivo tratto di fondo. 2)Esso è portato alla luce dal pensiero filosofico, ma è l'ambito in cui cresce non solo la cultura, ma l'intera civiltà dell'Occidente e ormai del Pianeta. 3) Tale tratto è, da un lato, … Leggi tutto UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ , E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22
Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83
Ritornare a Parmenide non significa riproporre il passato. Ripensare Parmenide significa piuttosto ritornare al bivio da cui si dipartono il sentiero dell'Occidente e il sentiero non percorso dove la verità non è potenza sul divenire. Nei miei scritti, ritornare a Parmenide significa oltrepassarlo in modo diverso da come è stato oltrepassato nel "parricidio" compiuto da … Leggi tutto Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83
Vasco Ursini riporta uno splendido dialogo di Severino con dei giovani
Dialogo con Emanuele Severino (D: Domanda; R: Risposta) D: L’Incontrovertibile è dicibile? R: Certamente. Questo però non vuol dire che il dire sia un riuscire a esprimere. D: O un riuscire a comprendere. R: O un riuscire a comprendere, certo: non si può dire che il linguaggio porti nella parola la trasparenza dell’Incontrovertibile. Il linguaggio, … Leggi tutto Vasco Ursini riporta uno splendido dialogo di Severino con dei giovani
Al fondo della conoscenza e dell’agire …
Al fondo della conoscenza e dell'agire non sta semplicemente il mondo, ma la manifestazione del mondo, il suo esser noto; ed è innanzitutto a questa manifestazione e notizia che spetta di essere qualificata come "mente". Questa mente è la luce che illumina uno spettacolo immenso, ma alla quale gli uomini non volgono mai lo sguardo, … Leggi tutto Al fondo della conoscenza e dell’agire …
Emanuele Severino. – Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91.
“ Lungo l’intera tradizione occidentale la (Raumgestaltung) – come ogni altra opera – è determinata dal senso del mondo che si presenta nel contenuto eterno dell’ ‘episteme’ filosofica e teologica greco-cristiana. La ‘figura’ (Gestaltung) che l’architettura conferisce allo spazio rispecchia cioè in se stessa l’Ordinamento eterno che viene mostrato da tale sapienza. Nella tradizione dell’Occidente … Leggi tutto Emanuele Severino. – Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91.
Emanuele Severino definisce la Verità.
La verità - definiamola in modo formale - è l'apertura di senso che è incontrovertibile, perché è l'unico senso che goda di questa proprietà: di essere ciò la cui negazione è autonegazione. [ ... ] Ecco: per "verità" intendo appunto la struttura concreta che in concreto mostra la propria innegabilità: nel senso che ogni 'no', … Leggi tutto Emanuele Severino definisce la Verità.
Emanuele Severino, lezioni eterne, di DAVIDE D’ALESSANDRO, in Il Foglio 08 OTT 2018
Emanuele Severino, lezioni eterne DAVIDE D'ALESSANDRO 08 OTT 2018vai aEmanuele Severino, lezioni eterne | Il Foglio
Emanuele Severino, Non “si arriva” alla verità, né essa “arriva all’uomo”, in Verso la “fondazione ulteriore” dell’eternità dell’essente in quanto essente, Dike, Adelphi, Milano 2015, pp. 169-171
Per un primo passo verso ciò che si è incominciato a chiamare "ulteriore fondazione" dell'eternità dell'essente in quanto essente, ci si riferisca a quell'essente che è lo stesso cerchio originario del destino, ossia alla dimensione che si costituisce come struttura originaria del destino della verità. Al destino della verità - alla verità autentica - 'non … Leggi tutto Emanuele Severino, Non “si arriva” alla verità, né essa “arriva all’uomo”, in Verso la “fondazione ulteriore” dell’eternità dell’essente in quanto essente, Dike, Adelphi, Milano 2015, pp. 169-171
Che significa morire?, Emanuele Severino in La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107
L’incertezza piú profonda continua ad avvolgere ogni risposta dei mortali a questa domanda. Non avvolge soltanto le teorie attorno alla morte, ma lo stesso tentativo di cogliere e di esprimere il fenomeno che tali teorie vorrebbero spiegare – il fenomeno della morte, ossia (stando all’etimo di “fenomeno”) ciò che della morte appare, sta dinanzi visibile e constatabile. Come … Leggi tutto Che significa morire?, Emanuele Severino in La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107


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