" RITORNARE A PARMENIDE " Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide - il pensatore di Elea che Platone chiamava " venerando e terribile ". Ma il rapporto tra la filosofia - e, anzi, la cultura e la civiltà stessa … Leggi tutto una lettura suggerita da Vasco Ursini: sul ” RITORNARE A PARMENIDE ” (Emanuele Severino, Sortite. Piccoli scritti sui rimedi (e la Gioia), Rizzoli, Milano 1994, pp. 273 – 278)
Categoria: CITAZIONI di Emanuele Severino
Emanuele Severino: il più questo dei questi sono io
“A me piace ricordare che la parola “Io” è una derivazione della parola, in latino, “hic”:
“questo”.
Il più questo dei questi sono io.”
EMANUELE SEVERINO, ” Tutto l’eterno che può manifestarsi nel cerchio finito dell’apparire del Destino – e dunque la Terra stessa nella sua totalità – è già da sempre tracciato nella Gioia, ossia nel Tutto Eterno, che è il toglimento eterno di ogni contraddizione”
" Tutto l'eterno che può manifestarsi nel cerchio finito dell'apparire del Destino - e dunque la Terra stessa nella sua totalità - è già da sempre tracciato nella Gioia, ossia nel Tutto Eterno, che è il toglimento eterno di ogni contraddizione". Emanuele Severino: " La Gloria ". (ed Adelphi. Cap "La domanda e la risposta", … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO, ” Tutto l’eterno che può manifestarsi nel cerchio finito dell’apparire del Destino – e dunque la Terra stessa nella sua totalità – è già da sempre tracciato nella Gioia, ossia nel Tutto Eterno, che è il toglimento eterno di ogni contraddizione”
su EINSTEIN E PARMENIDE in Emanuele Severino, Il parricidio mancato, Adelphi, Milano 1985, pp, 143 – 147
EINSTEIN E PARMENIDE Lo stesso Popper ci informa di alcune sue visite ad Einstein, a Princeton, nel 1950. Racconta che in quelle conversazioni egli si rivolgeva al sommo fisico, chiamandolo " Parmenide " e che Eistein si trovava completamente a suo agio all'interno di questa inusitata denominazione. L'intero sviluppo del pensiero filosofico ha continuato a … Leggi tutto su EINSTEIN E PARMENIDE in Emanuele Severino, Il parricidio mancato, Adelphi, Milano 1985, pp, 143 – 147
Emanuele Severino: “Se l’uomo avesse soltanto la fede ( di qualsiasi forma essa possa essere), non potrebbe sopportare un istante di vivere …(in Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, pp. 174 – 175) citazione segnalata da Vasco Ursini
LA FEDE E LA GIOIA Se l'uomo avesse soltanto la fede ( di qualsiasi forma essa possa essere), non potrebbe sopportare un istante di vivere. Se l'uomo avesse soltanto la fede, sarebbe completamente circondato dalla notte che nasconde ciò in cui egli ripone la propria fiducia. L'oscurità e la disperazione gli entrerebbero nel sangue, nelle … Leggi tutto Emanuele Severino: “Se l’uomo avesse soltanto la fede ( di qualsiasi forma essa possa essere), non potrebbe sopportare un istante di vivere …(in Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, pp. 174 – 175) citazione segnalata da Vasco Ursini
Emanuele Severino, “L’errare esiste, ed esiste come convinzione esplicita del mortale che l’essente diventa altro da sé …”, in Fondamento della contraddizione, p.80
L'errare esiste, ed esiste come convinzione esplicita del mortale che l'essente diventa altro da sé e che, diventandolo, è altro da sé; e, anche come convinzione esplicita che l'essente proviene dal nulla e vi ritorna; e come convinzione implicita che l'essente in quanto essente, è niente. Cioè si tratta di comprendere che anche nella non … Leggi tutto Emanuele Severino, “L’errare esiste, ed esiste come convinzione esplicita del mortale che l’essente diventa altro da sé …”, in Fondamento della contraddizione, p.80
Emanuele Severino, “Il pensiero di Nietzsche evita di riconoscere che il divenire è qualcosa di autocontraddittorio; ma anche l’autocontraddittorietà del divenire portata alla luce da tale pensiero è ‘autentica’ … ” da L’anello del ritorno, 1999). Citazione proposta da Vasco Ursini
Il pensiero di Nietzsche evita di riconoscere che il divenire è qualcosa di autocontraddittorio; ma anche l’autocontraddittorietà del divenire portata alla luce da tale pensiero è ‘autentica’. Questa autenticità significa che nello sguardo del destino della verità appare che il divenire, in quanto pensato dall’Occidente - e dunque in quanto sottoposto all’isolamento che nasconde la … Leggi tutto Emanuele Severino, “Il pensiero di Nietzsche evita di riconoscere che il divenire è qualcosa di autocontraddittorio; ma anche l’autocontraddittorietà del divenire portata alla luce da tale pensiero è ‘autentica’ … ” da L’anello del ritorno, 1999). Citazione proposta da Vasco Ursini
Emanuele Severino, “L’io dell’individuo è l’apparire in cui consiste la fede che isola la terra dalla verità …”, in La Gloria, 2001
L'io dell'individuo è l'apparire in cui consiste la fede che isola la terra dalla verità, ossia è la forma originaria della volontà di potenza; e tale fede, rivolgendosi a sé, non si vede sin dall'inizio come quello stesso che si rivolge a sé, ma come altro, come potenza estranea che sta dinnanzi come indominabile e … Leggi tutto Emanuele Severino, “L’io dell’individuo è l’apparire in cui consiste la fede che isola la terra dalla verità …”, in La Gloria, 2001
Emanuele Severino, “L’io dell’individuo nel profondo, ascolta il destino, cioè lo vuole. Solo alla superficie, cioè nella solitudine della terra, il mortale vuole essere signore delle cose, e vuole e agisce, e vuole uscire dal dolore e dall’angoscia …, in La Gloria, 2001
L'io dell'individuo nel profondo, ascolta il destino, cioè lo vuole. Solo alla superficie, cioè nella solitudine della terra, il mortale vuole essere signore delle cose, e vuole e agisce, e vuole uscire dal dolore e dall'angoscia, che pur egli vuole nel profondo, usando dei "mezzi"; e dunque tentando di dar vita a un oltrepassamento del … Leggi tutto Emanuele Severino, “L’io dell’individuo nel profondo, ascolta il destino, cioè lo vuole. Solo alla superficie, cioè nella solitudine della terra, il mortale vuole essere signore delle cose, e vuole e agisce, e vuole uscire dal dolore e dall’angoscia …, in La Gloria, 2001
Emanuele Severino, “La poiesis, come poesia originaria ed essenziale, cioè come produzione originaria della salvezza e della felicità, si presenta a un certo punto della storia dell’uomo, come filosofia. …”, da Il muro di pietra, 2006
La poiesis, come poesia originaria ed essenziale, cioè come produzione originaria della salvezza e della felicità, si presenta a un certo punto della storia dell'uomo, come filosofia. L'angoscia per il dolore e la morte è dovuta alla loro imprevedibilità; e tale imprevedibilità giunge all'estremo quando la filosofia, nascendo, pensa innanzitutto che ciò che si manifesta … Leggi tutto Emanuele Severino, “La poiesis, come poesia originaria ed essenziale, cioè come produzione originaria della salvezza e della felicità, si presenta a un certo punto della storia dell’uomo, come filosofia. …”, da Il muro di pietra, 2006
Emanuele Severino, “Se la follia estrema è credere che uomini e cose divengano nulla, e questa fede è il vero peccato, l’essere viene ucciso proprio dalla fede che esso divenga nulla …” in Capitalismo senza futuro, 2012 – p.205, citazione proposta da Vasco Ursini
Se la follia estrema è credere che uomini e cose divengano nulla, e questa fede è il vero peccato, l'essere viene ucciso proprio dalla fede che esso divenga nulla. Sul fondamento di questa fede, che è la violenza dell'enticidio, viene perpetrato l'omicidio autentico: si mette l'uomo (e le cose tutte) nel sepolcro del nulla, lo … Leggi tutto Emanuele Severino, “Se la follia estrema è credere che uomini e cose divengano nulla, e questa fede è il vero peccato, l’essere viene ucciso proprio dalla fede che esso divenga nulla …” in Capitalismo senza futuro, 2012 – p.205, citazione proposta da Vasco Ursini
Emanuele Severino: “Se l’esperienza cristiana è evidenza e verità, il cristianesimo diventa gnosi. Il cattolicesimo è sempre stato una gnosi che si rifiuta di riconoscersi tale …, da Pensieri sul cristianesimo, 1995
Se l'esperienza cristiana è evidenza e verità, il cristianesimo diventa gnosi. Il cattolicesimo è sempre stato una gnosi che si rifiuta di riconoscersi tale e che, proiettando se stessa al di fuori di sé, e vedendosi come altro da sé, combatte questa immagine e la chiama, appunto, "gnosi". Se si vuole evitare la gnosi (cioè … Leggi tutto Emanuele Severino: “Se l’esperienza cristiana è evidenza e verità, il cristianesimo diventa gnosi. Il cattolicesimo è sempre stato una gnosi che si rifiuta di riconoscersi tale …, da Pensieri sul cristianesimo, 1995
Emanuele Severino, “L’istituzione dell’Euro senza un governo europeo è stato uno scacco alla politica ….”, citazione proposta da Vasco Ursini
L'istituzione dell'Euro senza un governo europeo è stato uno scacco alla politica. Altro è l'agire economico del mondo capitalistico, ossia l'agire che è composto di razionalità e rischio, altro è (o dovrebbe essere) un governo economico, che deve procedere eliminando il più possibile il rischio e le ideologie, quella politica inclusa, in favore della razionalità … Leggi tutto Emanuele Severino, “L’istituzione dell’Euro senza un governo europeo è stato uno scacco alla politica ….”, citazione proposta da Vasco Ursini
Emanuele Severino, LA COERENZA DEL NICHILISMO COME ENTIFICAZIONE RESIDUALE DEL NIENTE, citazione sezionata e proposta da Vasco Ursini
L'entificazione del niente, come anticipazione del niente richiesta dal senso stesso del divenire, si distingue formalmente dall'entificazione del niente in cui consiste il nichilismo in quanto persuasione che l'ente divenga, e 'cioè' sia niente - e dunque in quanto nientificazione dell'ente. Se ne distingue formalmente, ma, insieme, è ad essa necessariamente legata. La persuasione … Leggi tutto Emanuele Severino, LA COERENZA DEL NICHILISMO COME ENTIFICAZIONE RESIDUALE DEL NIENTE, citazione sezionata e proposta da Vasco Ursini
Emanuele Severino, Corriere della Sera (21 febbraio 1999): … Per la filosofia del nostro tempo è quindi necessario liberarsi dal cristianesimo, che vuole essere appunto la verità definitiva e suprema in cui viene affermata la realtà immutabile di Dio … (citazione raccolta e proposta da Vasco Ursini)
Tanto la Chiesa quanto i suoi odierni avversari riducono la filosofia contemporanea a un "relativismo" invertebrato, a uno scetticismo ingenuo che, negando ogni verità assoluta, non sa nemmeno di avere la pretesa di valere esso come verità assoluta. La filosofia contemporanea non ha nulla a che vedere con lo scetticismo ingenuo. Nei suoi luoghi più … Leggi tutto Emanuele Severino, Corriere della Sera (21 febbraio 1999): … Per la filosofia del nostro tempo è quindi necessario liberarsi dal cristianesimo, che vuole essere appunto la verità definitiva e suprema in cui viene affermata la realtà immutabile di Dio … (citazione raccolta e proposta da Vasco Ursini)
Emanuele Severino: Intervista su Tempi (16 marzo 2014): “L’uomo ha innanzitutto bisogno di credere. Per questo le forme iniziali della civiltà hanno un carattere religioso … (citazione proposta da Vasco Ursini)
“L’uomo ha innanzitutto bisogno di credere. Per questo le forme iniziali della civiltà hanno un carattere religioso, cioè sono quel chiedere di esser credute che può esser capito da tutti e a cui tutti hanno bisogno di rispondere positivamente, credendo. La filosofia non ha questi vantaggi: non stupisce la gente con opere che stanno sotto … Leggi tutto Emanuele Severino: Intervista su Tempi (16 marzo 2014): “L’uomo ha innanzitutto bisogno di credere. Per questo le forme iniziali della civiltà hanno un carattere religioso … (citazione proposta da Vasco Ursini)
EMANUELE SEVERINO SU JUNG E FREUD attraverso Umberto Galimberti, citazione a cura di Vasco Ursini
Per Jung e Freud - ma in questa direzione si muovono già Nietzsche e Schopenhauer - la ragione umana viene da molto lontano: dal caos originario, abisso tenebroso e insondabile che è insieme tremendo e felice. In esso è il segreto della nostra esistenza. E Jung vi scorge le forme del "Sacro", del Mito originario, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO SU JUNG E FREUD attraverso Umberto Galimberti, citazione a cura di Vasco Ursini
Emanuele Severino: ” Intanto si può chiedere a Heidegger: perchè l’uomo non può essere un prodotto? …, citazione proposta da Giulio Zucchelli
" Intanto si può chiedere a Heidegger: perchè l'uomo non può essere un prodotto? Che cosa c'è in lui di così intoccabile perchè ci si debba astenere dal trattarlo come ogni altro prodotto? Bisogna pur saper rispondere, se non si vuole che la difesa dell'uomo sia affidata a una semplice esigenza soggettiva - cioè proprio … Leggi tutto Emanuele Severino: ” Intanto si può chiedere a Heidegger: perchè l’uomo non può essere un prodotto? …, citazione proposta da Giulio Zucchelli

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