Davide D’Alessandro, Il filosofo e l’analista. Critica e diagnosi dell’umano. Da Severino a Galimberti, Moretti & Vitali, 2020

Davide D’Alessandro Il filosofo e l’analista. Critica e diagnosi dell’umano. Da Severino a Galimberti Moretti & Vitali

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EMANUELE SEVERINO, Volontà, destino, linguaggio, a cura di Perone Ugo e Giulio Goggi, Rosenberg & Sellier, 2010. Lezioni tenute a Torino, nel corso del VI ciclo seminariale della Scuola di Alta Formazione Filosofica (SDAFF)

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EMANUELE SEVERINO, La guerra e il mortale, a cura di Luca Taddio, con un saggio di Giorgio Brianese, Mimesis, 2010. Contiene anche 18 audio delle lezioni tenute al San Raffaele di Milano fra il 2004 e il 2005. Indice del libro

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EMANUELE SEVERINO, Volontà, fede e destino, a cura di Davide Grossi, con un saggio introduttivo di Massimo Donà, Mimesis, 2008, p. 72. Contiene anche 18 audio delle lezioni. Indice del libro

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EMANUELE SEVERINO, Il bello, Mimesis editore, 2011, p. 48. Contiene anche un GLOSSARIO dei temi chiave. Indice del libro

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“Destino della necessità”: Severino espone una autentica concezione del tempo inteso come l’apparire e lo scomparire degli eterni, note biografiche di Vasco Ursini pubblicate nel gruppo Amici a cui piace Emanuele Severino

RIPRESA E CONCLUSIONE DELLA NOTA SULLA VITA, LE OPERE E IL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO

Nel 1971 Severino trasmigra all’Università Ca Foscari di Venezia e nel 1972 pubblica “Essenza del nichilismo” (Op. cit.) che è una provvidenziale raccolta di molti scritti pubblicati precedentemente e tutti di assoluto valore. Nella “Avvertenza alla seconda edizione” (Autunno 1981) Severino scrive: “Più si parla di nichilismo, più diventa indispensabile pensare l’essenza del nichilismo. Essa continua a rimanere al di là di tutto ciò che la nostra cultura crede di sapere intorno al nichilismo e alla sua essenza.
La seconda edizione di questo libro, che esce quasi contemporaneamente all’edizione tedesca (Klett-Cotta, Stuttgart), contiene il testo della prima edizione (salvo alcuni ritocchi di carattere formale e due brevi note fuori testo), e una “Parte aggiunta”, costituita da un saggio dedicato al senso della distinzione tra il “fenomeno” e l’ “insé” del Nichilismo e da una “Nota” dove viene considerata la relazione tra alcuni temi di “Essenza del nichilismo” e le altre opere dell’autore: soprattutto “La struttura originaria” (1958; seconda edizione, Adelphi, 1981), “Studi di filosofia della prassi” (1962) e “Destino della ncecessità” (Adelphi, 1980)”.
In “Essenza del nichilismo” la dimensione del nichilismo è affermata per tutti gli aspetti di fondo del mondo occidentale. In particolare si pone in luce che l’Occidente si appoggia su una convinzione alienata del senso dell’essere perché ammette l’evidenza del divenire come passaggio contraddittorio ed alienato dell’ente tra l’essere e il non essere. Da tale convinzione scaturisce l’esplosone della volontà di potenza che dispone della libertà dell’ente ad essere e non essere. In tale senso il sapere tecnico-scientifico si pone come l’ultima defintiva e perentoria manifestazione dell’alienazione metafisica, poichè persegue la produzione e distruzione dell’ente facendolo nascere dal niente e respingendolo nel niente.
Nel 1980 Severino pubblica “Destino della necessità” che dopo “La struttura originaria” costituisce un altro asse portante del suo sistematico rigoroso e poderoso pensiero. Qui emerge chiaramente che la sua ontologia è un grandioso tentativo di critica all’intera civiltà occidentale e ormai del Pianeta, che continua ad aver fede nel dominio metafisico e tecnico dell’ente. In tale prospettiva assume un’importanza fondamentale il concetto di “destino” che, nell’essere l’apparire dell’esser sé dell’essente, costituisce la matrice originaria della verità ontologica. Conformemente alle tesi sviluppate ne “La struttura originaria”, il Destino è l’affermazione perentoria della connessione tra l’dentità dell’ente e la sua eternità. Il nichilismo occidentale rappresenta la massima contrarietà alla verità perchè esso, inconsciamente, separando irrimediabilmente l’essere dal niente, lo destina al nulla, all’alterità impossibile del divenire garantendosene il dominio.
Inoltre in quest’opera Severino analizza anche la presenza del nichilismo nelle forme arcaiche del linguaggio occidentale e nel modo di concepire filosoficamente la prassi. La prassi per Severino è l’emblema della capacità organizzata ed articolata di isolare l’ente dall’essere manovrandolo come un nulla.
Infine in “Destino della necessità” Severino espone una autentica concezione del tempo inteso come l’apparire e lo scomparire degli eterni.
Molte altre opere Severino pubblicherà di qui in avanti. Noi ne citiamo quattro: 1) La Gloria (Adelphi, 2001); 2) Oltrepassare (Adelphi, 2007; 3) La morte e la terra (Adelphi, 2011); 4) Dike (Adelphi, 2015).
E ci fermiamo qui.

Sorgente: (83) Amici a cui piace Emanuele Severino

PENSARE IL PRESENTE. La filosofia e le sfide del nostro tempo, a cura di Massimo Carbone e Damiano Cavallin – pubblicato da Diogene Multimedia. Il libro raccoglie gli interventi presentati nella prima edizione del Festival Pensare il presente

Indice

  1. Introduzione (di Massimo Carbone e Damiano Cavallin)
  2. Pensare la filosofia
    1. Filosofia e tempo presente (di Luigi Vero Tarca)
    2. Il piacere della filosofia (di Enrico Berti)
    3. A cosa serve la filosofia oggi? (di Emanuele Severino)
  3. Pensare le donne
    1. Filosofia della differenza (di Laura Candiotto)
    2. Sull’uso del corpo delle donne (di Lorella Zanardo)
  4. Pensare il potere
    1. Filosofia, menzogna e potere (di Igor Cannonieri)
    2. Politica e menzogna (di Franca D’Agostini)
  5. Pensare il nichilismo
    1. Introduzione al nichilismo (di Antonio Sansone)
    2. Leopardi e il nichilismo (di Massimo Donà)
  6. Pensare il dolore
    1. La filosofia e il dolore (di Damiano Cavallin)
    2. Il Nulla e l’Oriente (di Marcello Ghilardi)
    3. La pienezza del Nulla in Schopenhauer (di Michele Falaschi)
    4. Psichiatria fenomenologica e dolore dell’anima (di Massimo Carbone)
  7. Pensare l’economia
    1. Filosofia, economia e alienazione (di Damiano Cavallin)
    2. La crisi economica e la sua origine (di Andrea Baranes)
  8. Pensare la natura
    1. Come sopravvivere allo sviluppo? (di Gianni Tamino)
  9. Pensare la musica
    1. Filosofia e musica (di Daniele Goldoni e Attilio Pisarri)

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La filosofia, se vuole rimanere viva, non può che guardare al presente, rifiutando di rinchiudersi in una torre d’avorio lontana dal mondo. Con una metafora platonica, potremmo dire che il filosofo deve, come Socrate, essere simile al tafano, capace cioè di punzecchiare i suoi concittadini ponendo domande radicali e indiscrete.
Pensare il presente è, probabilmente, l’impresa più difficile, perché ci obbliga a riflettere, aperti al dialogo tra molte discipline e punti di vista, sulle questioni che appaiono oggi più urgenti: dalla crisi economica al disagio interiore, dal ruolo delle donne all’emergenza ambientale, dalla manipolazione della verità ad opera del potere alle trasformazioni, non sempre indolori, del nostro orizzonte culturale.
Ma è anche un’impresa necessaria, se si vuole essere attori del proprio futuro e non pedine di un gioco che non riusciamo a comprendere.

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Massimo Carbone insegna filosofia e scienze umane nella scuola secondaria superiore. Ha studiato filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove si è laureato con il Prof. Mario Ruggenini, al cui insegnamento deve principalmente la propria formazione.
È membro dei Direttivi dell’AISUM (Associazione per l’insegnamento delle scienze umane), dell’Associazione Pensare il Presente e collabora con la Sezione trevigiana della SFI. I suoi principali interessi sono la filosofia contemporanea, la tradizione ermeneutico-fenomenologica, lo Storicismo tedesco, la revisione critica del marxismo (a partire dall’interpretazione di G. Della Volpe e L. Colletti) e la psichiatria di orientamento fenomenologico-esistenziale. È autore di un breve saggio intitolato Psichiatria e fenomenologia (2014), in cui è indagata in particolare la prospettiva di Eugenio Borgna, reperibile in prismi.wordpress.com a cura di Alessandro Bellan.

Damiano Cavallin è docente di filosofia, storia, scienze umane e sostegno nella scuola secondaria superiore. Affianca all’attività scolastica numerose iniziative per la divulgazione della filosofia, attraverso conferenze, corsi serali ed altri eventi culturali. Sin dalla sua fondazione è Direttore del Festival filosofico Pensare il presente, Presidente dell’AISUM e della Sezione Trevigiana della SFI. Si occupa in particolare di logica e teoria dell’argomentazione, filosofia dell’arte, pensiero buddhista e psicanalisi. Ha realizzato numerosi materiali didattici, rendendoli disponibili gratuitamente in rete. È autore di Logica aristotelica: un percorso di esercizi (2007) e, assieme a Roberta Gaion, di I perché di Arturo: giochi filosofici per bambini curiosi (2016).

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